Crisi e incertezze per le squadre di Serie C

Crisi e incertezze per le squadre di Serie C

Se nella scorsa primavera si sperava di non dover affrontare più casi come quelli di Taranto e Turris, le cui esclusioni hanno avuto un impatto devastante sulla classifica dell'ultimo girone C, la situazione attuale desta preoccupazione. La Serie C, che prenderà il via il 22 agosto, si avvia con tre grandi incognite: Triestina (girone A), Rimini e Ternana (entrambi nel girone B). Questi club, pur avendo completato le procedure di iscrizione per proteggere il proprio patrimonio, si trovano privi delle risorse economiche necessarie per sostenere la stagione. In effetti, sia Rimini che Ternana stanno faticando anche solo a iniziare la loro avventura.

Entrambi i club hanno già partecipato al preliminare di Coppa Italia, ma sono stati eliminati, evidenziando che, nonostante l'impegno dei giocatori, la loro attenzione è chiaramente altrove. È sorprendente osservare la crisi di una squadra come la Ternana, che ha perso la promozione in Serie B solo ai rigori nella finale di Pescara. Dopo quella notte all'Adriatico, i fratelli D’Alessandro hanno annunciato il loro disimpegno, avviando una ricerca di potenziali acquirenti per il club. Il sindaco e l'ex presidente Bandecchi sono stati gli unici a fornire aggiornamenti sulla situazione, mentre una trattativa è sfumata e si sono susseguite indiscrezioni su fondi esteri mai concretizzati.

Per la Ternana, si preannunciano due punti di penalizzazione a causa del mancato rispetto delle scadenze di agosto. Il direttore sportivo Mammarella sta lavorando per ridurre il monte ingaggi della squadra di Liverani, con l'obiettivo di attrarre investitori. Un aspetto cruciale per aumentare l'interesse è rappresentato dalla convenzione firmata tra il Comune e il club, che assegna alla società Stadium (52% Ternana, 48% ai fratelli D’Alessandro) la realizzazione e gestione del nuovo stadio Liberati per 44 anni, collegato al progetto di una clinica.

La situazione non è migliore nemmeno per il Rimini, detentore della Coppa Italia Serie C. Il club sta vivendo una delle estati più turbolente della sua lunga storia, dopo il passaggio di proprietà da Stefania Di Salvo alla Building Company Srl, una società lombarda che ha suscitato dubbi sulla propria solidità economica, alimentando contestazioni in città. La proprietaria Giusy Anna Scarcella ha minacciato di ritirarsi, ma ha poi continuato l'operazione nominando un nuovo presidente. Nel frattempo, dopo la sconfitta a Pescara, la squadra è senza un direttore sportivo, poiché Luca Nember si è dimesso dopo aver subito un'aggressione da parte di individui legati alla tifoseria, mentre il destino dell'allenatore Piero Braglia resta incerto: dirige gli allenamenti, ma non ha ancora potuto sedere in panchina nelle partite ufficiali.

Infine, la Triestina ha iniziato il ritiro solo il 5 agosto, sotto la guida di Geppino Marino, ex allenatore della Primavera e già traghettatore nella scorsa stagione. La situazione della Triestina è particolarmente critica, con la proprietà americana di Ben Rosenzweig che ha mancato diverse scadenze: ai sette punti di penalizzazione già noti potrebbero aggiungersene altri sei. Tuttavia, sembra che siano stati effettuati i pagamenti richiesti per il primo agosto, in un contesto gestionale complesso. In questo clima di incertezze, si rincorrono voci di possibili cessioni del club, accompagnate da mezze smentite, mentre le nubi continuano ad addensarsi.

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