De Laurentiis Rivela Piani di Mercato del Napoli
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rivelato in un'intervista che un anno fa aveva pianificato di cedere Kvaratskhelia e Osimhen al Paris Saint-Germain, con l'intento di reinvestire i fondi ottenuti nell'acquisto di Gyokeres. Durante l'intervista, che sarà pubblicata domani su 7, il settimanale del Corriere della Sera, De Laurentiis ha spiegato i dettagli di questa strategia.
“Alla fine del secondo anno contrattuale di Kvaratskhelia, c’è stato l’Europeo in Germania. Io, Manna e Chiavelli siamo volati a Düsseldorf per risolvere la situazione, ma il suo agente, Mamuka Jugeli, ha continuato a prendere tempo, sostenendo che Giuntoli gli avesse promesso dei soldi mai corrisposti. Una bugia, facile da verificare. Avrei potuto vendere Kvaratskhelia in quel momento, poiché il PSG aveva offerto oltre 200 milioni di euro per il pacchetto Kvara-Osimhen. Tuttavia, avevo promesso a Conte di trattenerlo e non me la sono sentita,” ha dichiarato De Laurentiis.
Il presidente ha continuato: “Ho dovuto cederlo perché il suo procuratore minacciava di ricorrere all’articolo 17. Dopo la prima straordinaria stagione di Kvaratskhelia, ci siamo subito mossi per negoziare un rinnovo, aumentando il suo stipendio e proponendogli una cifra molto significativa, consapevoli che un compenso troppo basso avrebbe attirato l’interesse di molti club pronti a offrirgli contratti faraonici. Tuttavia, il suo agente aveva altri piani sia per sé sia per il giocatore.”
Alla fine, Kvaratskhelia è stato ceduto al PSG durante la stagione scorsa, a gennaio. Questo non ha impedito al Napoli di vincere comunque lo scudetto, il quarto della sua storia, grazie anche al lavoro di Antonio Conte, che è riuscito a risollevare la squadra dal decimo posto del campionato precedente. De Laurentiis ha ricordato: “Molti anni fa lo incontrai alle Maldive. Sul lavoro è instancabile, proprio come me. È chiaro che entrambi amiamo profondamente ciò che facciamo, e per me questo è fondamentale. Polemico? Io preferisco dire visionario. A 34 anni mi sentivo pronto per pronunciare la frase decisiva: 'da ora si fa come dico io'. E, tutto sommato, è andata piuttosto bene.”