Giovanni Simeone e le Ambizioni del Torino

Giovanni Simeone e le Ambizioni del Torino

Torino - L'arrivo di Giovanni Simeone accende le speranze in una calda notte d'agosto. Mentre ad Alessandria il presidente granata, Urbano Cairo, presenta i talenti del futuro, si gode anche i volti da copertina del Torino attuale. Con l'arrivo del Cholito, il reparto offensivo è diventato sulla carta esplosivo e promette grandi emozioni. "Abbiamo un attacco veramente potente, ho una gran voglia di vederlo", ha dichiarato Cairo, visibilmente soddisfatto dopo aver acquistato Simeone, un regalo per il Toro in occasione dell'apertura del memorial dedicato ai genitori.

"Abbiamo sei attaccanti di altissimo livello per quattro posti nel modulo 4-2-3-1: Ngonge, Aboukhlal, Adams, Vlasic, Zapata e Simeone. Includo anche Njie, un giovane di grande talento, portando il totale a sette. Possiamo anche giocare con il 4-4-2, mantenendo alternative di grandissima qualità". Con un mercato attivo, il Torino si prepara all'inizio del campionato con fiducia e motivazione, ma Cairo avverte: "Non voglio esaltarmi, sono contento di avere giocatori così forti. Dobbiamo assicurarci che questo attacco produca risultati".

Una settimana fa, durante la presentazione di Baroni, Cairo aveva indicato le priorità sul mercato: "Un terzino sinistro, un esterno d'attacco e una carta coperta". Ora rivela: "Il nostro obiettivo era prendere Simeone, che rappresentava proprio la mia carta coperta. Fortunatamente è arrivato, e sono molto contento". Cairo continua: "Abbiamo fatto un passo importante; ora siamo al 95% dell'organico, rispetto al 90% di una settimana fa. Il mister Baroni è molto soddisfatto e tutti sono motivati: dobbiamo lavorare affinché questa squadra ci dia risultati adeguati".

Riguardo al mercato, Cairo non chiude la porta a un possibile ritorno di Elmas: "Oggi abbiamo tanti attaccanti esterni titolari, ma vediamo... Il mercato riserva sempre sorprese". Tornando a parlare di Simeone, Cairo rivela un aneddoto: "Lo seguo da una vita. Ricordo che ne parlai con l'allora presidente del Genoa, Preziosi, nell'estate del 2017. Volevo prenderlo dopo la sua prima stagione in Serie A, ma non me lo vendette e lo cedette alla Fiorentina. Ho sempre cercato di prenderlo, ma non ci sono mai riuscito. Finalmente, quest'estate, il Napoli si è reso disponibile".

Tra Napoli e Torino si è creato un feeling particolare. Milinkovic è andato in azzurro, mentre Ngonge e Simeone sono arrivati al Filadelfia. "Ho parlato con De Laurentiis, perché abbiamo una tradizione quando acquisiamo giocatori: uno dei due chiama l'altro. Mi ricordo che Aurelio mi contattò quando gli vendetti Maksimovic, e l'anno scorso per Buongiorno mi ha richiamato. Quest'anno, invece, l'ho richiamato io dopo la cessione di Milinkovic e di nuovo dopo l'arrivo di Simeone, dicendo che 'la tradizione non va rotta'".

Riguardo agli obiettivi, Cairo ribadisce: "È evidente che siamo qui per fare meglio rispetto all'ultimo campionato. Lasciamo che il campo dimostri se le scelte fatte siano quelle giuste per puntare più in alto". In un momento di convivialità con la famiglia, Cairo scherza riguardo a chi potrà raccogliere il suo testimone da presidente del Torino: "È un mestiere difficile, non so se augurarlo a uno dei miei figli. Io lo faccio volentieri, perché è una passione. Non mi do mai per vinto. Nonostante le critiche ricevute, ho cercato di fare meglio sul mercato rispetto alle sessioni precedenti. Non mollo e non demordo".

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