Inter: I Giovani Talenti Pronti a Brillare
Il casinò estivo dell'Inter ha prodotto i soliti numeri, anche a Montecarlo: 8, 11, 14, 90. Sucic, Luis Henrique, Bonny e Pio sono i quattro giovani volti di Chivu, pronti a farsi notare in una rosa già esperta di battaglie sportive.
Petar Sucic è cresciuto in un luogo che sembra uscito da una fiaba. Il suo "c’era una volta" è Kandija, un paesino di trecento abitanti in Bosnia Erzegovina, dove la sua famiglia gestiva una fattoria. Se cercate curiosità su Google Maps, troverete solo una foto: quella del campetto in terra battuta dove ha iniziato a giocare, un angolo di paradiso che lo ha spinto a cercare la pace interiore. "Amo la tranquillità e il relax", ha raccontato una volta. In campo, persegue la stessa filosofia. Il croato si distingue per la sua duttilità, avendo brillato anche in una situazione difficile a Monaco, quando l'Inter era in dieci dopo mezz'ora. Ha calciato due volte in porta e ha dimostrato la sua versatilità, giocando sia come mezzala che in una sorta di mediana a due.
La sua personalità e il coraggio sono le chiavi del suo successo. Non è uno da “compitino”; è un giocatore che si sacrifica e corre, come ha detto Nenad Bjelica, ex allenatore della Dinamo Zagabria. "Fa almeno 13 chilometri a partita e sa fare tutto: il regista, la mezzala e il fantasista". L'Inter lo ha ingaggiato sei mesi fa, e mentre Mkhitaryan gli fa da traduttore, Petar sta imparando l'italiano e osservando i movimenti dei compagni. Con i suoi 21 anni, potrebbe insidiare il posto di Michy, che di anni ne ha 36. È tempo di un ricambio generazionale. Sucic è un vero e proprio "jolly", capace di brillare in diverse posizioni. Ora dovrà dimostrarlo in Serie A, con il derby di novembre già cerchiato di rosso nel suo calendario, dove avrà l'opportunità di sfidare Luka Modric. La vita è strana. E il calcio lo è ancora di più.
Esposito e Bonny, rispettivamente di 20 e 21 anni, osservano l'orizzonte senza alzarsi in punta di piedi. Il primo supera di poco il metro e novanta, mentre il secondo lo sfiora. Potremmo definirli “le due torri”, ma solo Pio si muove come tale. Incassa colpi, tiene botta e protegge il pallone. La sua presenza sarà utile in situazioni in cui è necessario farsi valere, aprendo spazi, come già dimostrato a La Spezia e negli Stati Uniti. Il suo manifesto di gioco è il gol segnato contro il River Plate, da centravanti puro. Chivu punta su di lui.
Ange-Yoan , invece, è più un alfiere. Parte da destra o da sinistra per poi convergere verso il centro, dialogando con i compagni. Ha già segnato due gol in amichevole e si è messo in evidenza per la sua progressione, come dimostrato contro il Monaco. Bonny ha fatto una prestazione alla Thuram, e con Chivu potrà giocare sia come punta di raccordo nel 3-5-2 che come “trequartista” nel 3-4-2-1, supportando Esposito o Lautaro. Fino ad ora, la “BoLa” ha viaggiato a ritmi elevati. Anche se si tratta di calcio estivo, il francese ha dimostrato di poter essere incisivo, inviando un chiaro messaggio al campionato, a Chivu e ai tifosi dell’Inter. La sera precedente, passeggiando lungo la Rascasse, i tifosi avranno pensato: "E se avessimo avuto due giocatori così l’anno scorso?". Infatti, le alternative ai titolari di Simone Inzaghi erano Correa, Arnautovic e Taremi, che ha chiuso la stagione con un rendimento deludente. La speranza di Chivu è che queste due torri possano mettere sotto pressione le difese avversarie, mentre i tifosi incrociano le dita.