Inter: L'importanza di rinforzare la difesa per una stagione vincente
Segnare un gol in più degli avversari o subirne uno in meno? La ricerca della ricetta perfetta per vincere è una questione che si pone da sempre, e in Italia la risposta sembra chiara. Negli ultimi quindici anni di competizioni, è evidente che chi concede meno trionfa: lo ha dimostrato il Napoli di Conte lo scorso anno, l'Inter di Inzaghi nella stagione precedente, così come le squadre di Spalletti e Pioli, il Conte nerazzurro, Sarri alla Juventus e il precedente ciclo vincente della BBC.
È ormai chiaro che le vittorie e i grandi cicli vincenti si costruiscono dalle fondamenta di una squadra. Tuttavia, al momento, l'Inter non sembra seguire questa linea. L'amichevole di ieri contro il Monza ha evidenziato che battere la squadra di Chivu è fin troppo facile. Certo, si tratta di calcio d'agosto e bisogna considerare l'impatto del nuovo allenatore su una realtà diversa rispetto a quelle precedenti, ma i numeri parlano chiaro: sarebbe opportuno rinforzare la difesa piuttosto che aggiungere imprevedibilità a un attacco già funzionante.
Nelle prime sette partite di Chivu come allenatore dell'Inter, le reti di Sommer e Martinez sono state infrante in ben nove occasioni: due gol subiti ieri dal Monza, altrettanti dall'Under 23 nerazzurra, uno a Montecarlo e quattro al Mondiale per Club contro Fluminense, Urawa Red Diamonds e Monterrey. L'unica partita di questo pre-campionato in cui l'Inter non ha subito gol è stata quella contro il River Plate.
È vero che il declino della difesa interista ha radici più profonde. Se si confronta con la gestione di Simone Inzaghi, nelle sue ultime sette partite da tecnico nerazzurro, aveva subito addirittura tredici gol, cinque dei quali dal PSG, due dalla Lazio e sei in semifinale di Champions contro il Barcellona. Tuttavia, è importante notare la differenza tra le squadre avversarie: subire tre gol dal Barcellona di Yamal e Lewandowski è ben diverso rispetto a prenderne due dal Fluminense di German Cano, il che ha anche portato all'eliminazione dal Mondiale per Club.
Chivu sta utilizzando queste amichevoli per sperimentare tatticamente, ma è evidente che ci siano problemi difensivi, soprattutto legati all'età dei giocatori. La rivoluzione in attacco sta già dando i suoi frutti, con l'uscita di Arnautovic, Correa e probabilmente Taremi, e l'arrivo di Pio Esposito, Bonny e probabilmente Lookman. Questa scelta ha abbassato l'età media della rosa e alzato il livello qualitativo delle rotazioni. Tuttavia, la dirigenza nerazzurra non sta seguendo la stessa linea in difesa, dove il cambio di giocatori è sempre lo stesso: esce uno, entra un altro.
L'età media della difesa interista è di 29,8 anni, rendendola la più anziana tra le grandi squadre, con giocatori come Acerbi (37) e De Vrij (33). Al contrario, il Milan ha un'età media di 24,75 anni con Tomori, Pavlovic, Gabbia e De Winter, mentre il Napoli si attesta a 27,6 anni. Questa differenza di età ha iniziato a preoccupare l'Inter verso la fine della scorsa stagione e si è confermata all'inizio di quella attuale. Ma la domanda resta: Chivu ha davvero bisogno di un altro attaccante più di un giovane difensore da sviluppare?