Jacopo Fazzini: La Nuova Promessa della Fiorentina

Jacopo Fazzini: La Nuova Promessa della Fiorentina

Giorgio Fazzini, classe 1933, è stato un tennista di successo, mentre il nipote Tommaso, nato nel 2001, ha appena esordito con grande impatto nell'Europeo di Beach Soccer. Il fratello Jacopo, nato nel 2003, sta cercando di farsi strada nel calcio indossando la maglia della Fiorentina, la squadra che ha sempre tifato. "Le assicuro che non sto esagerando. Mio bisnonno ha giocato per la Fiorentina nell'anno della sua fondazione, nel 1926, e ha persino segnato. In occasione dei 90 anni del club, fui invitato insieme a mia madre Daniela. Io, tredicenne, e mia madre eravamo presenti. Come dico che in famiglia siamo tutti tennisti, confermo che siamo anche tifosi viola", racconta Jacopo.

Jacopo, quando ha avuto il primo contatto con la Fiorentina?

"Dopo la fine del campionato, ero con l'Under 21. Quando il mio procuratore, Luca Puccinelli, mi ha parlato della Fiorentina, ho risposto subito: 'Andiamo subito'. Avevo un contratto con l'Empoli fino al 2027, ma già da gennaio pensavo di fare il grande salto. Ora sono qui, felice, in questo splendido centro dove sono stato accolto calorosamente."

Il mister Pioli crede nel suo potenziale.

"Ci supporta, ci offre consigli e ci aiuta a rivedere gli errori. Ha idee chiare."

Ha scelto il numero 22, mentre a Empoli indossava il 10.

"Il 22 era di Gudmundsson. Inoltre, Kakà, uno dei miei idoli, lo ha indossato."

E Gudmundsson, cosa ne pensa?

"Mi entusiasma il suo controllo di palla, il dribbling e il tiro. È molto forte."

In cosa eccelle?

"Anche io sono bravo nel dribbling e nella transizione offensiva, ma devo migliorare nell'intensità difensiva."

Lo scorso anno ha chiuso con un grande finale a Empoli, segnando quattro gol, ma non è bastato per evitare la retrocessione.

"Ho subito un infortunio muscolare alla coscia, fastidioso. Quando sono tornato, avevo voglia di dimostrare il mio valore e ho trovato continuità, cosa che ci è mancata da dicembre ad aprile, insieme ai troppi infortuni."

Qual è il suo ruolo ideale?

"Mezzala offensiva."

Cosa le chiede Pioli?

"Mi chiede di giocare come trequarti, di mettere insieme il gioco e di attaccare la profondità."

Ha avuto un buon impatto in squadra?

"Assolutamente. Mi sono trovato bene sin da subito."

Che impressione le fa Moise Kean, un super bomber anche in nazionale?

"È fortissimo, ha una potenza fisica incredibile. Quando si prepara a calciare, è impressionante."

È ancora amico di Baldanzi?

"È come un fratello. Abbiamo trascorso il weekend a Parigi. Sono sicuro che saprà farsi valere alla Roma."

Parliamo di lei. Com'è la sua vita?

"Sono un viareggino doc. La mia vita è semplice: amici, PlayStation e a volte mi schiero. Ho anche una ragazza e una famiglia: mio padre è commercialista e mia madre è insegnante."

Ha solo due fratelli?

"No, abbiamo anche Carolina, che da piccola ha sofferto di una malattia rara, la sindrome di Rett, che colpisce solo le donne. Rimangono bambini. Io e Tommaso, per quanto possiamo, cerchiamo di aiutarla e ci siamo abituati a convivere con questa situazione. Abbiamo anche creato una fondazione, 'Ti amo', e a Viareggio c'è un medico specializzato in questa malattia. Si sta lavorando a una sperimentazione per la cura, ma il processo è lungo. Di sicuro, si capisce che le cose importanti nella vita sono altre."

Riesce a conciliare anche gli studi?

"Studio Scienze Motorie online."

Incontra mai Marcello Lippi a Viareggio?

"Abitiamo sulla stessa strada; prima ci viveva anche Pierluigi Collina. Ogni tanto scambiamo qualche parola."

Da Viareggio a Empoli e ora a Firenze: un tour della Toscana.

"Da ragazzino andavo ad Empoli in treno. È stata una tappa importante della mia vita e sento ancora tante persone del club. Ora sono a Firenze, vivo a 10 minuti dal Viola Park, così evito il traffico."

C'è più concorrenza per le piazze europee importanti.

"In spogliatoio ci siamo dati degli obiettivi, puntiamo ad arrivare il più in alto possibile."

Pensate di farcela?

"Siamo forti, ma il calcio è cambiato davvero. Nessuna squadra è più nettamente superiore, tutte sono ben preparate. Tuttavia, sono fiducioso. A Cagliari abbiamo fatto un buon secondo tempo; contro il Torino siamo stati lenti e ci è mancata intensità, ora ci aspetta il Napoli."

Finora, il suo momento migliore è stato lo slalom contro il Polissya, anche se ha colpito il palo finale…

"Sa quante volte l'ho rivista? Un tocco di un difensore l'ha deviata, altrimenti sarebbe entrata ed sarebbe stato fantastico."

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