La partita del cuore di Ugo Tognazzi: Milan vs Cremonese
Sabato sera, la partita tra Milan e Cremonese è stata definita la "partita del cuore" di Ugo Tognazzi, che spesso affermava che il Milan rappresentava la moglie, mentre la Cremonese era l’amante. In questa occasione, l’amante ha prevalso e il figlio Ricky, attore, regista e sceneggiatore, ha commentato la sconfitta con meno filosofia: "Sarà che io sono monogamo, ma da milanista, anzi riverista, per me Rivera è stato l’unico vero numero 10. Sono lacerato. Abbiamo giocato meglio e meritavamo almeno un pareggio. La Cremonese ha segnato due grandi gol, quello di Bonazzoli è da cineteca, ma perdere in casa così fa male. Diciamo che contro un altro avversario sarei stato ancora più arrabbiato, mi consolo con il cotechino di Cremona..."
Dove l’ha vista?
"Nella hall dell’albergo di Ancona dove io e la troupe stiamo girando 'Colpa dei sensi', una serie per Canale 5. Erano tutti romanisti, quindi sullo schermo c’era la gara dell’Olimpico, mentre io stavo lì con il mio iPaddino, naturalmente muto. È stata una serata deludente."
Il ritorno di Allegri la convince?
"Sì, è un bravissimo allenatore, ma iniziare con una sconfitta in casa contro una neopromossa non è mai positivo. Non ricordo nemmeno perché se ne andò; l’isteria collettiva attorno ai tecnici è costante e alla fine si tratta sempre di soldi, spesso spesi con incoscienza. Prendete De Rossi, non ho mai capito perché sia stato allontanato in modo così brusco."
E se arriva Vlahovic?
"Non lo conosco bene, ma se segna lo accolgo volentieri. Il fatto che venga dalla Juve non mi interessa; ormai ci sono continui passaggi anche con l’Inter. La rivalità cittadina la sento, è un campanilismo inevitabile che fa parte del gioco e del tifo."
A proposito di tifo, lei ne ha raccontato una particolare fetta nel film 'Ultrà' del 1991, con Claudio Amendola e il debuttante Ricky Memphis.
"La famosa Brigata Veleno... La Rai voleva un finale buonista, ma noi volevamo un realismo crudo. Fortunatamente hanno compreso la nostra visione e sono riuscito a non farlo vietare ai minori nonostante le scene forti."
Aveva studiato bene il mondo degli ultrà all’epoca. Che cosa l’aveva stupita?
"Capivo che era un fenomeno legato alla crescita e al bisogno di questi ragazzi di identificarsi con qualcosa. Molto è simulazione; i cori violenti non hanno spesso risvolti nella realtà, a meno che non ci si trovi faccia a faccia con l’avversario. Rifare quel film oggi sarebbe difficile, poiché ora anche nel tifo dominano gli interessi economici, come dimostrano le inchieste per infiltrazioni mafiose che hanno coinvolto varie curve."
Quel film, Orso d’Argento a Berlino, ha fatto arrabbiare parecchia gente.
"Ci hanno attaccato tutti, non solo i romanisti. Erano arrabbiate le tifoserie di tutta Italia. La Curva Sud ci riservò degli striscioni: 'Tognazzi, lo hai fatto per la grana'. Amendola, che lì aveva passato la vita, non poté tornare per anni. Anche Matarrese, ex presidente della Figc, si arrabbiò molto, sostenendo che film come questi distorcevano l’immagine del calcio. Tuttavia, 'Ultrà' ha resistito nel tempo."
Lo ha fatto senza evidenziare politicizzazioni o il consumo di droga.
"Era una fase di passaggio; nel film è tutto accennato. Si capisce che stanno spuntando nuovi simboli e che la droga esiste, ma non come motivo di interesse economico nelle curve, come è avvenuto poi."
Viriamo sul tennis, altra grande passione di suo padre. I tornei al Villaggio Tognazzi di Torvajanica hanno fatto la storia.
"Per Ugo era un’occasione di convivialità, unendo attori, musicisti e sportivi. Io ho sempre seguito il tennis dal mio divano e sono entusiasta della nuova generazione di campioni italiani, mai così forte. Sinner ha dato una spinta a tutto il movimento, appassionando molti giovani. Ora cominciano gli Us Open, sarà necessario restare svegli anche di notte!"
Altre passioni sportive?
"Io e Simona abbiamo realizzato un biopic per la Rai su Mennea, un uomo che ha lottato per il riconoscimento dei propri meriti. Un atleta che, nonostante non fosse dotato fisicamente, ha dimostrato una volontà di ferro e passione."
Un personaggio che vorrebbe raccontare?
"Sono sempre stato appassionato di pugilato. Mi piacerebbe raccontare la storia di Duilio Loi, un campione del mondo meno conosciuto, e di Orazio Fagone, oro ai Giochi di Lillehammer ‘94, che ha perso le gambe in un incidente, ma ha continuato a ricostruirsi e a partecipare alle Paralimpiadi."
Nel 2023 ha partecipato a 'Ballando con le Stelle', lo possiamo considerare uno sport?
"Sì, ho faticato molto, mi sono anche infortunato. Sono migliorato e mi ha fatto bene. Crescendo con una ballerina, ho sempre avuto una forte attrazione per la danza, ma ho dovuto superare un po’ di timidezza sul palco."
Il 27 ottobre saranno 35 anni dalla scomparsa di Ugo Tognazzi.
"Ci saranno molte iniziative, dal restauro de 'Il magnifico cornuto' a Venezia fino a una mostra a Tropea che ho contribuito a curare. Come famiglia, ci impegniamo sempre molto. Ugo resta un grande ispiratore, e c’è un filo che ci unisce. Se ci vogliamo bene, è anche grazie a lui."