La Roma e l'aumento dei costi: una sfida per il mercato

La Roma e l'aumento dei costi: una sfida per il mercato

La Roma ha probabilmente limitato le proprie operazioni di mercato negli ultimi giorni a causa di un fattore cruciale: il costo attuale della squadra è superiore a quello di un anno fa. Questa situazione è in netto contrasto con l'obiettivo della società di ridurre il costo del lavoro, come stabilito dagli accordi con l'UEFA riguardanti il fair play finanziario. Questo rappresenta un ostacolo significativo da affrontare entro giugno, quando a Nyon si faranno i conti sul club giallorosso.

La scorsa estate, il monte ingaggi lordo della Roma ammontava a circa 94 milioni di euro, ma oggi è aumentato di circa il 14%, per la precisione del 13,8%. Nel corso della sessione di mercato, il club ha accolto dieci nuovi giocatori, tra cui Wesley, Ghilardi, El Aynaoui, Ferguson, Bailey, Ziolkowski, Vasquez e Tsimikas, oltre al terzo portiere Zelezny e al giovane Arena. D'altra parte, sono stati registrati 22 addii, tra cui prestiti e cessioni significative come quelle di Shomurodov, Abdulhamid, Salah-Eddine, Kumbulla, Le Fee, Dahl, Zalewski, Abraham, Paredes e Solbakken, insieme a diversi giovani sotto contratto.

Nonostante il numero di partenze sia stato più che doppio rispetto agli arrivi, il monte ingaggi è salito a 107,5 milioni di euro. Questo è notevole, considerando che solo Juventus, Inter e Napoli spendono di più in Italia. Ma perché è aumentato così tanto il monte ingaggi? Molti giocatori con stipendi medio-bassi hanno lasciato la squadra, mentre sono arrivati nuovi elementi con salari più elevati, in particolare dalla Premier League, come Bailey, Tsimikas e Ferguson. Inoltre, i rinnovi di Pisilli e Svilar hanno comportato un incremento significativo delle spese.

Il contratto di Dybala, che è passato da 6 milioni netti più bonus a 8 milioni a stagione, ha ulteriormente contribuito ad aumentare il costo totale. Anche il compenso dell'allenatore Gasperini, fissato a 5 milioni netti più 2 di bonus, ha avuto un impatto rilevante, raddoppiando praticamente quello di Daniele De Rossi, che è ancora presente nei bilanci del club.

In aggiunta, le spese per gli ammortamenti annuali, che distribuiscono il costo del cartellino dei giocatori su più anni, hanno ulteriormente elevato il totale. Il costo complessivo della squadra, infatti, è passato da circa 140 milioni a 163,5 milioni, con un incremento percentuale del 14,3%, superiore all'aumento del monte ingaggi. Questa situazione ha spinto la Roma a rifiutare ulteriori operazioni di mercato, evitando l'arrivo di altri giocatori che avrebbero potuto aggravare ulteriormente le finanze del club. Se alcuni giocatori come Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi fossero stati ceduti, la situazione sarebbe stata diversa, ma eventuali sviluppi potrebbero essere discussi a gennaio.

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