Leandro Grimi Smentisce il Falso Rumore sul Paragone con Maldini
Leandro Grimi, ex calciatore del Milan, ha recentemente colto l'occasione per smentire un'affermazione che lo ha accompagnato per anni. Dopo diciotto anni dal suo arrivo al club rossonero, Grimi ha dichiarato di non aver mai pronunciato la frase: “Se Dio vorrà, potrei diventare il nuovo Paolo Maldini”, attribuitagli da alcuni media nel gennaio 2007, quando firmò per il Milan. “Smentisco ogni parola: mi vergogno a paragonarmi a lui. È sempre stato il mio idolo, evidentemente mi avranno frainteso”, ha affermato Grimi.
Grimi ha riconosciuto che quel paragone non gli ha reso la vita più facile. “Sicuramente quella frase, vista esternamente, non mi ha aiutato a livello mediatico. Pensate a un ragazzo di appena 21 anni che arriva in uno squadrone come quello del 2007, prova a mettersi in mostra e deve anche affrontare dichiarazioni che non ho mai fatto. Non è stato semplice, ma sono sempre andato avanti”, ha spiegato.
Quando gli è stato chiesto perché non avesse smentito subito quelle parole, Grimi ha risposto: “Ho sempre dato poca importanza ai giornali nel corso della mia carriera. Non li compravo e mi sono accorto di quel titolo tempo dopo. Paolo è sempre stato il mio idolo, il mio poster in cameretta. Mi vergognavo a paragonarmi a una leggenda come lui”. Grimi ricorda il suo arrivo al Milan, dove Maldini lo accolse calorosamente, presentandolo a tutta la squadra.
“Sono arrivato in quel gennaio 2007 assieme a Oddo e Ronaldo Il Fenomeno. Non ero in lista Champions. C’erano Kakà, Seedorf, Serginho, Inzaghi, Cafu, Nesta: campioni su campioni. Ero un ragazzo di appena 21 anni con tanta voglia di fare. Probabilmente quel paragone inventato dai media con Maldini mi si è ritorto contro nella mia esperienza rossonera, al netto di una concorrenza incredibile”, ha aggiunto Grimi.
Riguardo alla sua trattativa con il Milan, ha dichiarato: “Grazie al mio procuratore avevo molto mercato in Italia, mi volevano anche diverse squadre di Serie A. All’Huracan, due anni prima, segnai 10 gol in una stagione, numeri ottimi considerando che facevo il terzino. Mi piaceva attaccare l’area, spingere in fascia e calciare non appena avevo la possibilità. Nel 2006 mi prese il Racing, feci bene la prima parte di stagione e poi a gennaio arrivò il Milan”.
Nonostante non fosse nella lista per la Champions, Grimi era presente ad Atene durante la vittoria del Milan. “Era una partita incredibile. Anche se non ero un protagonista, vincere una Champions a 21 anni fa comunque effetto”, ha commentato.
Grimi ha parlato anche del suo rapporto con l'allenatore Carlo Ancelotti: “Grazie a lui ho capito cosa significa gestire un gruppo dalla panchina. Era un condottiero fuori dal campo. Mi fece giocare quattro partite e mi dava piccoli consigli, soprattutto su come difendere. Dall’esperienza col Milan mi sono trasformato in un terzino più di contenimento che di spinta”.
Grimi ha poi riflettuto sulla sua carriera, in particolare sul periodo al Siena, dove ha trovato continuità. “Mandorlini prima e Beretta poi mi hanno dato fiducia. A Siena ho giocato sei mesi da titolare, poi nel gennaio 2008 ho fatto un altro prestito allo Sporting Lisbona e da lì è cominciato un calvario: mi sono rotto il ginocchio”, ha spiegato.
Infine, ha parlato della sua attuale carriera come allenatore, affermando: “Fino allo scorso giugno allenavo lo Sporting Club da Covilha, in terza divisione portoghese. Ora sono in un momento di valutazione, mi guardo intorno e considero le offerte più allettanti. Studio molto i tecnici italiani e mi sento spesso con Lautaro Martinez, un grande amico”.
“Spero vincerà il Pallone d’oro”, ha concluso Grimi, riferendosi al suo amico Lautaro.