Lucio Riflessioni dopo l'Incidente e il Futuro dell'Inter
Lucio, 47 anni, ex difensore dell'Inter e parte integrante del Triplete, racconta la sua esperienza dopo un grave incidente domestico. Quattro mesi fa, un'esplosione di un camino ecologico gli ha causato ustioni su circa il 18% del corpo, costringendolo a 20 giorni di ricovero tra terapia intensiva e interventi chirurgici. "Sono qui a raccontarlo; Dio mi ha dato un secondo tempo nella partita: ci vorrà tempo per superare lo shock, soprattutto a livello mentale", dichiara al telefono.
Come sta adesso?
"Ci vorranno ancora alcuni mesi prima di tornare al 100%, ma posso dire che il peggio è alle spalle. Il ricovero è stata l'esperienza più dura; le ustioni sono una lesione difficile da affrontare, sia fisicamente che psicologicamente. Continuo il trattamento della pelle, che è lungo, ma sto migliorando".
Cosa ricorda dell’incidente?
"È successo all'improvviso mentre cenavo a casa di amici, poco dopo aver festeggiato il mio 47° compleanno l'8 maggio. Quando il camino si è spento, un amico ha tentato di ravvivare il fuoco gettando un bidoncino di alcol, il che ha provocato l'esplosione. Ricordo solo le fiamme sul mio volto, braccia e gambe. Fortunatamente, mia moglie non è rimasta ferita e io mi sono lanciato in piscina. Sono stato trasferito da Brasilia al Rio Grande do Sul il 21 maggio, e ricordo il dolore che mi impediva di dormire. Non avevo mai passato così tanto tempo in ospedale e le operazioni sono state necessarie per rimuovere tessuti danneggiati. Vorrei anche lanciare un messaggio, posso?"
Prego.
"Quello che mi è accaduto deve farci riflettere sull'importanza di prenderci cura di noi stessi e degli altri. Ho vissuto qualcosa che non avrei mai immaginato, ma ho imparato che a volte basta poco per evitare tragedie: attenzione, lucidità e gesti semplici. Prendetevi cura di voi, proteggetevi: ne vale la pena. Ma per fortuna adesso c'è... l'Inter".
Esatto, come sta la squadra?
"Partiamo anche qui dai traumi... Superare il finale della scorsa stagione è difficile, ma è da lì che dobbiamo ripartire. La voglia di riscatto sarà fondamentale, soprattutto dopo la brutta sconfitta dello scorso anno allo Stadium".
Che impressione le fa il suo ex compagno Chivu?
"Sembra che sia lì da sempre! Pensare che a 15 anni dal Triplete uno di noi alleni la squadra è motivo di orgoglio. Ricordo la nostra grande difesa e la voglia di aiutarci, che può essere un'ispirazione anche adesso. Penso alla notte contro il Barcellona: scherziamo ancora sul bus parcheggiato davanti alla porta, per allentare la tensione Cristian mi disse che avremmo sgonfiato il pallone a Messi. E così è stato. Ora dovrà dimostrare sul campo le sue capacità, ma da difensore, la sua nuova idea di pressing mi piace".
Qual è la priorità per il suo ex compagno?
"Partiamo dai big che sono rimasti: Lautaro e Thuram non hanno eguali in Italia, anche se quest'anno con Bremer sarà una bella sfida, perché lui è un difensore straordinario che cambia la Juve più di qualsiasi nuovo acquisto. Poi c'è Calha, che, nonostante le critiche, è il miglior regista del campionato e gli italiani della squadra, da Barella a Dimarco, raramente sbagliano. Detto ciò, la priorità per me è sistemare la difesa...".
E come si fa?
"L'aggiunta di un giocatore esperto come Akanji può aiutare molto. Troppe reti incassate per una squadra così forte sono un problema; è fondamentale avere la voglia di marcare individualmente e di soffrire per il gruppo. Se tutti remano nella stessa direzione, possiamo avere una stagione diversa, con concrete possibilità di vincere titoli. A Torino non subire gol è sempre complicato, ma l'Inter può farlo".
Come vede il nuovo brasiliano in nerazzurro?
"Speriamo di vederlo presto. Ho seguito un po' l'evoluzione di Luis Henrique in Ligue 1, un campionato molto fisico e veloce: credo possa portare qualità e aggiungere qualcosa di importante all'Inter. In una partita chiusa contro la Juve, potrebbe servire un po' di follia brasiliana e di dribbling".
Chiudiamo con i ricordi: qual è il 'suo' derby d'Italia della vita?
"I quarti di Coppa Italia 2009-10, 2-1 con il primo gol di Lucio. Un tap-in con la punta del piede. Quel momento resta impresso nella mia mente: per la partita in sé e per la gioia del momento. Anche se in realtà avrei gioito molto di più a fine stagione".