Massimo Cellino: Riflessioni su Brescia e il Calcio Italiano

Massimo Cellino: Riflessioni su Brescia e il Calcio Italiano

Massimo Cellino, ex presidente del Brescia, ha recentemente rilasciato un'intervista all'Unione Sarda in cui ha discusso della sua esperienza nel calcio e delle difficoltà affrontate dal club, retrocesso in Serie C a causa di una penalizzazione legata all'utilizzo di crediti fiscali inesistenti. Cellino, che sostiene di essere stato truffato dal Gruppo Alfieri, ha affermato: "Il maligno si è accanito in una città dove la bestemmia è diffusa: non l’ho mai tollerato. La mia disgrazia è stata la coda del diavolo".

Durante l'intervista, Cellino ha anche parlato della cappella che ha fatto costruire nel centro sportivo del Brescia, spiegando: "Diciamo che l'ho pagata cara. Mi hanno spiegato che il maligno si accanisce con chi fa qualcosa di importante per la Chiesa. Io l'ho costruita perché avevo fatto un voto all'Immacolata, in caso di promozione in Serie A. E se vado a Brescia, la prima cosa che faccio è andare a pregare in quella cappella".

Cellino ha riflettuto sulla sua lunga carriera di 22 anni come presidente del Cagliari, ammettendo: "Mi manca il Cagliari perché ha rappresentato la giovinezza, gli anni più belli e duri della mia vita, ma solo bei ricordi. Ora non c'è più il calcio che conosciamo. Il sistema è scoppiato e chi gestisce la Federazione ha devastato il calcio. Chi li ostacola viene sopraffatto e distrutto. A me piace giocare nei tavoli dove non si bara".

Cellino ha anche menzionato Massimiliano Allegri, che ha lanciato al Cagliari, dicendo: "È ancora uno dei migliori al mondo, ma il suo limite è che è molto provinciale e non ha mai voluto imparare l'inglese. Ha una marcia in più, però ha scelto sempre la strada più facile".

Riguardo al Brescia, Cellino ha dichiarato: "Prenderlo è stato il mio errore più grande. L'ho acquisito nel 2017 perché inizialmente ero entusiasta, convinto che ci fosse una società ben organizzata. Ma mi sono reso conto che i debiti erano molto più alti di quanto mi era stato detto, con 12 milioni di debiti IVA richiesti il giorno dopo il mio arrivo. Ho portato la squadra in Serie A, ma poi è arrivato il Covid, e ho visto tanta cattiveria. Se una società in 115 anni ha ottenuto solo dieci promozioni in Serie A, non è colpa di Cellino. C'è il maligno là dentro. Se avessi saputo che il compleanno del Brescia è il 17 luglio, non l'avrei mai comprato". Proprio il 17 luglio, la nuova società Union Brescia, guidata da Giuseppe Pasini, si è presentata mentre Cellino ha descritto la sua esperienza come una serie di sfortunate circostanze, citando anche la Sampdoria, che ha 200 milioni di debiti.

Infine, Cellino ha raccontato un episodio traumatico della sua giovinezza, quando a 22 anni fu costretto a trasferirsi in Australia dopo un tentato rapimento. "Tentarono di sequestrarmi in viale La Plaia, il 23 febbraio 1978. C'erano tre persone armate. Scappai e spararono sulla mia macchina. Mio padre decise di trasferire tutta la famiglia in Australia, mentre lui rimase in Sardegna con mia madre e mio fratello Alberto, vivendo con i carabinieri in casa".

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