Radja Nainggolan Analizza la Serie A e i Suoi Colleghi
Radja Nainggolan, attualmente in forza al Lokeren, è tornato a parlare di calcio in un'intervista a Fantalab, esprimendo le sue opinioni sulla Serie A e su alcuni avversari del passato. Il belga ha offerto una valutazione del rendimento di diversi top player del campionato, riservando critiche a molti di loro.
In merito al paragone tra lui e Scott McTominay, Nainggolan ha dichiarato: "Per il Fantacalcio può anche starci, dato che segna, ma io in una stagione ho realizzato 11 gol, cosa che non mi sembra McTominay abbia mai fatto. Non mi piace questo confronto; ai miei tempi ero un'altra cosa. A Manchester non giocava perché non è un palleggiatore e non ha una grande tecnica. A Napoli si adatta bene al gioco di Conte, proprio come Giaccherini. Vidal, per esempio, era un'altra cosa completamente".
Nainggolan si è inoltre espresso su Hojlund, affermando: "Non mi convince. È un corridore e un lavoratore, ma quanti attaccanti sono così? È simile a Krstovic; fa il suo lavoro e segna, ma spalle alla porta è poco efficace. Nelle grandi squadre, secondo me, devi saper giocare a calcio. Anche Kean è troppo acclamato. Quanto a Leao, è un giocatore dotato di talento, ma lo mostra troppo raramente. Posso dire che è sopravvalutato? No. Sottovalutato? Nemmeno. Ha qualità, ma deve essere più decisivo".
Riguardo a Koné, Nainggolan ha commentato: "Non è né sopravvalutato né sottovalutato. È un giocatore forte, difficile da fermare grazie alla sua fisicità, ma la mancanza di assist e gol pesa sul suo rendimento. Ho visto tanti come lui che non raggiungono livelli alti. Lo considero tra i migliori centrocampisti della Serie A per stile di gioco, ma non è decisivo in attacco". Su Dovbyk, invece, ha affermato che è sopravvalutato, criticando i paragoni con Dzeko e sottolineando le qualità uniche del bosniaco.
Nainggolan ha anche parlato dell'ex laziale Milinkovic-Savic, definendolo "un bel giocatore" e ricordando con ironia che nei derby spesso riusciva a metterlo in difficoltà. "Era veloce nel lungo, ma piuttosto lento nel breve", ha aggiunto.
Quando gli è stato chiesto quale fosse il suo centrocampo ideale, Nainggolan non ha avuto dubbi: "Quello della mia Roma. Al mio fianco c'era De Rossi, e Pjanic da mezz'ala era devastante. Non capisco perché la Juve lo abbia spostato davanti alla difesa, privandolo delle sue qualità. Era un mix perfetto; De Rossi era il tattico, io difendevo e attaccavo, e Pjanic portava qualità".
Infine, Nainggolan ha riflettuto sul suo addio alla Roma: "Avrei voluto restare lì per sempre. La mentalità della gente era quella che cercavo. Quando sono arrivato, la squadra non era fortissima, ma nel tempo ho visto giocatori con carriere incredibili, come Rudiger, Salah e Pjanic. La Juve era imbattibile in quegli anni. Oggi, con quella Roma, avremmo vinto 5 scudetti. C'era sempre il problema del bilancio, non era facile rimanere a lungo in quel club".
Infine, ha commentato la storica diatriba tra Spalletti e Totti, affermando che c'era un clima strano tra i due. "Non hanno litigato, ma c'erano incomprensioni. Totti non voleva accettare di giocare così poco, e Spalletti non lo utilizzava con il giusto rispetto. Ogni volta che entrava in campo, segnava. Fuori dal campo, Totti era un'altra persona, sempre pronto a scherzare e, essendo alla fine della carriera, non pensava solo al calcio".