Trattative per il futuro dello stadio di San Siro

Trattative per il futuro dello stadio di San Siro

Le trattative tra il Comune di Milano e le società calcistiche di Milan e Inter per lo stadio di San Siro continuano a progredire. Tuttavia, il futuro dell'impianto è incerto, con il rischio di non soddisfare i requisiti per l'Europeo del 2032. Questa preoccupazione è stata espressa dal presidente della Lega Calcio, Simonelli, che ha sollecitato un accordo rapido tra le parti coinvolte.

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha fornito un aggiornamento sulla situazione, dichiarando: "Stiamo finalizzando l'accordo per la vendita dello stadio, ma non è ancora definito. Spero di poterlo concludere a breve. Vorrei chiarire che non ci sono sconti. La compartecipazione alle spese deriva da quanto stabilito dalla legge sulle bonifiche o da nostre richieste, come nel caso dello spostamento dello stadio. Ma lo sconto è zero".

Il sindaco ha espresso l'auspicio che si possa raggiungere un accordo che, in ogni caso, dovrà essere approvato dalla giunta, dalle commissioni e infine dal consiglio comunale. Sala spera che questo processo possa concludersi rapidamente: "Se non accade la settimana prossima, sarà quella successiva, se vogliamo rispettare le tempistiche".

Sala ha anche sottolineato l'importanza del suo ruolo nel processo decisionale: "È chiaro che ognuno deve fare la propria parte, ma un sindaco di fronte a una problematica come questa non può semplicemente voltarsi dall'altra parte. Tuttavia, il potere del sindaco ha dei limiti. Quando si tratta della vendita di un bene patrimoniale importante come lo stadio, la decisione finale spetta al Consiglio comunale. Voglio essere certo di aver fatto il mio dovere e di consegnare il dossier al Consiglio, raccomandando l'approvazione, ma da quel punto in poi non posso più intervenire".

Infine, Sala ha commentato le nuove proprietà di Milan e Inter, evidenziando le differenze rispetto alle gestioni passate: "Molti di noi rimpiangono le gestioni di Moratti e Berlusconi. Oggi, queste proprietà straniere vedono il calcio più come un'opportunità di business che come una passione. Personalmente, da tifoso, rimpiango Moratti e gli invio un abbraccio".

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