Atalanta e Parma si dividono la posta in palio

Atalanta e Parma si dividono la posta in palio

L'Atalanta continua a collezionare pareggi. Dopo l'1-1 all'esordio in campionato contro il Pisa, la squadra bergamasca ha ottenuto un altro pareggio, questa volta in trasferta, contro il Parma, sempre con il punteggio di 1-1. Il risultato appare giusto, poiché, dopo un primo tempo con poche occasioni e momenti di noia, nella ripresa entrambe le squadre hanno mostrato un equilibrio in termini di tentativi e pericolosità.

Tuttavia, per ritrovare il ritmo delle scorse stagioni, l'Atalanta deve lavorare sodo: il loro gioco è decisamente più lento rispetto al passato e il pressing non è così intenso e, di conseguenza, efficace. Il Parma, reduce da una sconfitta contro la Juventus, cercava certezze e solidità, e ha dimostrato di avere ampi margini di miglioramento, con una reazione notevole sia sul piano tecnico che morale.

L'Atalanta si schiera, come di consueto, con un 3-4-2-1, ma sembra mancare di ritmo e determinazione. I bergamaschi appaiono troppo deboli nei contrasti e lenti nel far circolare il pallone. Inoltre, mostrano una propensione eccessiva a passaggi arretrati, mentre il pressing sugli avversari è quasi assente, presentando così una versione attenuata della Dea. Il Parma di Carlos Cuesta risponde con prudenza, adottando un 3-5-2 che si trasforma in un 5-4-1 in fase difensiva, con Almqvist che aiuta Lovik a contenere le avanzate di Zalewski. Nella manovra, gli emiliani mostrano una certa timidezza, non avendo idee chiare su come creare pericoli vicino all'area avversaria. Il primo tempo risulta quindi piuttosto grigio, con l'unico momento degno di nota rappresentato da un palo colpito da Scamacca al 19° minuto, un tiro di Lautaro Valenti che termina a lato al 37° e una conclusione di Bernabè che costringe Carnesecchi a un intervento al 44°.

Nell'avvio di ripresa, il Parma aumenta il ritmo e costringe l'Atalanta nella propria metà campo. Tuttavia, gli emiliani non riescono a creare occasioni pericolose, eccetto un tiro di Oristanio, al suo esordio. A questo punto, l'Atalanta prende il controllo della partita con una manovra insistita, che culmina nei piedi di Pasalic, dopo un intelligente tocco di Krstovic. La conclusione del centrocampista è precisa, lasciando poco spazio a Suzuki. È il 34° della ripresa e, con il tempo che scorre, Carlos Cuesta effettua una sostituzione decisiva: esce un centrocampista (Keita) ed entra un attaccante (Cutrone). Il Parma si dispone in un arrembante 3-4-2-1, e proprio Cutrone, anch'egli all'esordio con la maglia crociata, segna il gol del meritato pareggio. Dopo una punizione dalla trequarti, Delprato svetta di testa, Carnesecchi si distende per deviare, ma il pallone rimane in area e Cutrone è pronto a buttarlo dentro. È il 40° minuto e gli emiliani continuano a spingere, pur dovendo prestare attenzione a non scoprirsi troppo, poiché l'Atalanta è pronta a ripartire in contropiede. Suzuki si dimostra attento su un'iniziativa della Dea e l'arbitro Mariani, supportato dal Var, giudica correttamente un contrasto in area tra Djimsiti e Oristanio: non è rigore. Alla fine, il pareggio risulta giusto.

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