Il Futuro del Tifo nel Calcio Italiano: Una Nuova Era?
“Non male iniziare la stagione con un 2-0 in casa del Bari...” è la battuta di un tifoso milanista che, il 17 agosto, lasciava San Siro dopo la vittoria in Coppa Italia. Tuttavia, la situazione surreale che si è venuta a creare nella città, da anni dominata dagli incassi dello scudetto, è evidenziata anche dalla successiva sconfitta in casa contro la Cremonese.
Con la decapitazione delle due curve e le condanne ai capi storici, le forze dell'ordine, in accordo con la Procura e la Prefettura, hanno negato il rinnovo degli abbonamenti a un centinaio di ultras rossonerazzurri, escludendo anche altri gruppi da ulteriori provvedimenti. Inter e Milan hanno così iniziato la stagione senza il supporto della parte più appassionata dei loro tifosi, che di fatto trascinava il resto dello stadio, ora comunque pieno ma “passivo”.
Con il Meazza trasformato in un salotto, Milano potrebbe rappresentare un esempio nella sfida culturale che attende il calcio italiano: trovare una terza via tra il tifo estremo e violento e uno stadio silenzioso, dove risuonano solo i cori per la squadra ospite. Sebbene le curve siano comunque semi piene, la solidarietà tra ultras e le intimidazioni fanno sì che alcuni tifosi rimangano esclusi e altri scelgano di non tifare per protestare contro l’esclusione dei gruppi storici. La difficoltà nel cambiare queste abitudini è evidente.
In un'estate in cui l'Inter non ha dovuto sacrificare un grande giocatore per motivi di bilancio, ha però perso il suo uomo più importante: il “dodicesimo” tifoso. Nell'esordio contro il Torino, il cuore del settore non ha tifato, con i gruppi organizzati della Curva Nord che hanno deciso di rimanere fuori dal Meazza fino a data da destinarsi. L'andamento del match ha facilitato la situazione, con il resto dello stadio che ha intonato i cori più popolari della scorsa stagione. Tuttavia, l'esperimento non è riuscito durante la sconfitta contro l'Udinese, portando a due sconfitte interne in tre partite di campionato per le milanesi senza il supporto del pubblico.
È quindi urgente trovare una terza via. Il futuro è da esplorare, poiché i club non vogliono perdere la parte sana dei tifosi più appassionati. Negli ultimi anni, al Meazza è aumentato il numero di stranieri attratti dallo spettacolo delle curve, con coreografie imponenti e cori che hanno conquistato anche celebrità come Spike Lee e Kanye West. È possibile che il modello americano, con negozi, bar, ristoranti e intrattenimento, possa attecchire nel nostro calcio, ma è difficile immaginarlo. Le proprietà statunitensi di Inter e Milan potrebbero non voler affidarsi a esperti per accendere l'entusiasmo dei tifosi più composti.
Altri grandi campionati europei hanno già affrontato e ridotto il tifo violento. Real Madrid e Barcellona hanno allontanato gli ultras per creare una “Grada de animacion”, composta da 300-400 persone che animano il tifo. In questo contesto, i tifosi normali affrontano sempre più difficoltà a causa dell'aumento dei prezzi dei biglietti, mentre cresce il numero di stranieri. Gli stadi sono pieni, ma l'atmosfera è più simile a quella di un salotto.
In Premier League, il fenomeno degli hooligans è stato estirpato grazie a telecamere di sorveglianza che puniscono chi infrange le regole, portando a stadi pieni e un clima di passione, ma senza gruppi organizzati che dettino le modalità del tifo. In Germania, gli ultras sono rispettati e spesso coinvolti nella gestione dei club, mentre gli hooligans sono esclusi dagli stadi e non hanno contatti con le società. Qui, i tifosi stessi segnalano comportamenti scorretti, contribuendo a mantenere l'ordine.
In Francia, il PSG ha una storia unica. Dopo alcuni incidenti mortali, le organizzazioni di ultras sono state sciolte, ma con l'arrivo del Qatar, il tifo organizzato è stato progressivamente ripreso, con il ritorno della curva Auteuil nel 2016. Oggi, il PSG è uno dei club più redditizi in Europa, grazie a politiche commerciali efficaci e un'ottima gestione degli spazi, ma il mondo ultras è comunque monitorato e le trasferte dei tifosi sono spesso vietate a causa di rivalità storiche.