Il Milan e le sfide della rosa: analisi e prospettive

Il Milan e le sfide della rosa: analisi e prospettive

In Italia, la figura dell'allenatore-manager non è mai stata ufficialmente riconosciuta, ma ci sono tecnici che si avvicinano a questo modello. Massimiliano Allegri, per il suo curriculum e la sua esperienza, è uno dei più accostabili a questa figura. Il suo coinvolgimento nelle dinamiche di mercato è evidente, anche se la parola finale spetta sempre alla società.

Allegri è tornato al Milan nell'estate caratterizzata da una grande rivoluzione, con un continuo movimento di giocatori in entrata e in uscita. Con l'avvicinarsi della conclusione del mercato, è tempo di fare un primo bilancio sulla rosa. Alla vigilia della partita contro la Cremonese, il tecnico rossonero ha dichiarato: "La società ha fatto un buon lavoro sia in uscita che in entrata. Lavoriamo insieme ogni giorno con la dirigenza, c’è condivisione sugli obiettivi e la società è attenta. Mancano ancora dieci giorni, ma sono molto contento dei ragazzi che ho a disposizione".

È lecito pensare che non avrebbe potuto esprimere un parere diverso, ma nel frattempo, in attesa di perfezionare l'acquisto di un centravanti, il Milan ha riempito tutte le principali caselle che desiderava sistemare. Ora la domanda è: il Diavolo è davvero completo o ci sono ancora lacune da colmare? La risposta sembra propendere per la seconda opzione.

Particolare attenzione va rivolta alla difesa e alla strategia che si sta delineando tra una linea a quattro e una a tre: da Milanello continuano a confermare l'intenzione di adottare un approccio tattico finale a quattro. Attualmente, la squadra dispone di quattro difensori centrali, un numero sufficiente se si scende in campo con solo due, soprattutto in assenza di impegni infrasettimanali in Europa. Tuttavia, la situazione diventa complicata se si necessitano tre difensori. È vero che c'è Bartesaghi, che può giocare sul centrosinistra, ma la sensazione è che manchi un difensore esperto e pronto all'uso. Allegri ha sottolineato che la scelta tra una linea difensiva a tre o a quattro dipende più dagli interpreti che dal sistema. Dunque, per il Milan che abbiamo visto in questo primo mese e mezzo di stagione, è poco probabile assistere a una difesa a quattro vera e propria. Allegri, noto per la sua attenzione alla fase difensiva, dovrà lavorare con un reparto che presenta maggiori incertezze, come dimostrato dal disastroso debutto contro la Cremonese.

Un'altra area in cui sarebbe opportuno intervenire è quella in alto a sinistra. Anche qui, la questione dipende dal sistema di gioco: con il 3-5-2 il problema è relativo, se non inesistente. Tuttavia, con il 4-3-3, la partenza di Okafor ha creato un vuoto. Questo spazio potrebbe essere occupato da Jimenez o da Saelemaekers, ma è necessario considerare la composizione complessiva della rosa: con Harder, si arriverebbe a 23 giocatori (inclusi tre portieri), ovvero il numero che Allegri e Tare avevano previsto all'inizio della stagione, ma che richiede anche un po' di fortuna riguardo agli infortuni. Se, come potrebbe accadere, anche Chukwueze dovesse lasciare il club, l'arrivo di un nuovo esterno diventerebbe imprescindibile.

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