Il Nuovo Milan: Riflessioni e Aspettative per la Stagione Futura

Il Nuovo Milan: Riflessioni e Aspettative per la Stagione Futura

Il nuovo Milan che sta emergendo suscita grande interesse. È da tempo che il club rossonero non iniziava l'estate senza l'obbligo di riscattare una stagione così deludente. L'ottavo posto ottenuto nell'ultimo campionato deve essere considerato un'anomalia, un incidente di percorso. "Credo che anche in società ne siano consapevoli," afferma Roberto Donadoni, ex calciatore rossonero con 18 trofei nel suo palmarès, ora allenatore. "La speranza, e la mia convinzione, è che la brutta stagione passata sia stata un insegnamento e che certi errori non si ripetano. In questo senso, aver scelto Massimiliano Allegri è un bel segnale".

Ha molta fiducia in Max?

"Beh, la sua storia parla da sola. Inoltre, Allegri conosce già Milanello e tutto il contesto attorno al Milan".

Che impressione si è fatto dalle amichevoli?

"Ho visto quella contro il Liverpool, ma formarsi un'idea dai test estivi è sempre rischioso: queste partite servono principalmente a trovare la condizione".

E magari a suggerire dove operare sul mercato. Che ne pensa delle scelte di Tare finora?

"Da Jashari a Estupinan e De Winter, il Milan ha puntato su profili interessanti, che devono però confermarsi a livelli molto alti. Per me, hanno tutti la qualità per fare il salto, ma aspetto di vedere chi arriverà in attacco per esprimere un giudizio".

Sembra chiaro che il primo obiettivo sia Hojlund del Manchester United.

"Un centravanti giovane, che ha già esperienza in Serie A, il che è un vantaggio. Ogni attaccante ha caratteristiche importanti, ma molti trascurano quanto sia fondamentale il lavoro collettivo per il rendimento di una punta. Hojlund mi sembra il tipo di giocatore che finalizza le manovre dei compagni, con caratteristiche ben definite. Non è il tipo che crea occasioni da solo, partendo in solitaria e dribblando gli avversari. Se il Milan lo ha scelto, è perché è convinto che possa esprimere le sue qualità. Non dimenticherei però Gimenez, che sembra già partire con la mentalità giusta".

Qualche tifoso ritiene serva un altro rinforzo in difesa, nonostante l’arrivo di De Winter: è d’accordo?

"Nessuno è più qualificato di Allegri quando si parla di difesa. Max ha sempre basato i suoi successi sulla solidità delle sue squadre. Se al Milan manca qualcosa nel reparto, Allegri saprà valutarlo in tempo utile per intervenire, se necessario, sul mercato. Di certo, la tenuta difensiva è stata una delle problematiche della scorsa stagione e tutti dovranno fare uno sforzo per migliorare la situazione".

L’età media dietro è bassa?

"Non la considererei una questione di età, ma di valori. Ho comunque fiducia in Allegri".

Al di là del mercato, serve uno step da chi c’era già. Leao su tutti...

"Rafa è sempre stato nel mirino. È riconosciuto come un giocatore capace di fare la differenza. Cosa gli è spesso mancata? La continuità, la voglia di essere sempre protagonista. E non intendo solo in partita, ma anche negli allenamenti e nello spogliatoio... Solo così potrà essere riconosciuto dai compagni. Di certo, Leao sarà supportato dal tecnico, ma non è più un ragazzino: deve prima di tutto convincersi della propria forza".

Chi mancherà di più al Milan tra Theo, Thiaw e Reijnders?

"Hernandez è stato uno dei migliori al mondo nel suo ruolo per anni. Tuttavia, non è detto che un grande giocatore sia sempre funzionale o positivo per lo spogliatoio. Il Milan deve ripartire dalla forza del gruppo. E chissà che perdere un terzino di qualità come Theo non possa in realtà giovare alla squadra per altri motivi".

Il Napoli ha vinto lo scudetto dopo un decimo posto: questo Milan può imitarlo?

"Sì. Non dico che sia semplice, ma la squadra ha le qualità per farlo, soprattutto se ha imparato dagli errori del passato".

Milan a parte, come vede la griglia scudetto?

"Il Napoli campione si è rinforzato, quindi parte favorito. L’Inter ha cambiato guida, ma resta sempre l’Inter. Un po’ più indietro vedo Juventus, Roma e Atalanta. Anche se rispetto a qualche anno fa, quando la Juve vinceva nove scudetti di fila, non c’è un divario netto tra chi parte davanti e le altre".

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