Il Progetto Milan Futuro: Riscoprire i Valori del Calcio Giovanile
Nel mondo del calcio, il termine "progetto" è frequentemente utilizzato, spesso per esprimere concetti vaghi o per nascondere la mancanza di chiarezza. Tuttavia, nel caso del Milan Futuro, il concetto di progetto è fondamentale e merita di essere esplorato a fondo, soprattutto dopo la recente retrocessione dalla Serie C alla D. Senza una chiara visione, Massimo Oddo non sarebbe rimasto al Milan, ma ha invece firmato un contratto di due anni, insieme a Tassotti, un nome sinonimo di garanzia. Oddo, che ha già allenato in Serie A e B, affronta questa nuova avventura nei dilettanti con grande entusiasmo. “Quando il Milan chiama, non si può dire di no”, ha affermato.
Con quale stato d’animo inizia questa avventura?
“Con grande entusiasmo, che è parte del mio carattere. La cosa fondamentale per me è stata comprendere la progettualità e il focus. È una condizione imprescindibile, specialmente in un club come questo. Ho avuto esperienze in tutte le categorie, ma in passato ho spesso subentrato in situazioni difficili, dove la mancanza di progettualità è stata un problema.”
Anche con Milan Futuro è arrivato in corso d’opera.
“Sì, ma stiamo parlando del Milan. Non avrei mai potuto rifiutare; avevano bisogno di aiuto e non ho esitato. La situazione era complicata, ma abbiamo lavorato bene. Con un po’ più di tempo avremmo potuto fare miracoli. Quest’anno mi è stato proposto un progetto chiaro e ho accettato perché c’è il Milan e perché ho la possibilità di partire dall'inizio. Non alleno solo una categoria, ma un progetto ben definito.”
Ci descriva questo progetto.
“Il nostro obiettivo è migliorare i giovani e la squadra attraverso la loro crescita. Vogliamo dar loro la possibilità di avvicinarsi alla prima squadra. È un progetto diverso rispetto alle dinamiche consuete, dove i risultati sono prioritari. Qui, i risultati contano, ma ciò che è più importante è come si arriva a ottenerli. Non puntiamo solo sui migliori giocatori del momento, ma su quelli con le maggiori prospettive.”
La squadra è molto giovane, sicuramente più della scorsa stagione.
“Sì, siamo molto più giovani. Ci chiamiamo Milan Futuro, e il nostro progetto parte dall'attività di base fino alla seconda squadra, che è l'ultimo step per migliorare i ragazzi. L'interscambio tra Futuro, prima squadra e Primavera è fondamentale.”
Moncada ha dichiarato che per il vostro progetto, fare la C o la D cambiava poco. Quali differenze vede tra le due categorie?
“Moncada è stato frainteso; intendeva dire che è importante confrontarsi con un calcio diverso da quello giovanile. In Serie C hai bisogno di giocatori più esperti che possano supportare i giovani, mentre in D questa necessità è minore. La nostra squadra sarà estremamente giovane e i ragazzi di 17 anni si confronteranno con il calcio dei grandi.”
Quando siete retrocessi a maggio, aveva già in mente di continuare con Milan Futuro?
“Era chiaro il valore del progetto; avevo già ricevuto una proposta verbale per continuare prima dei playout. Abbiamo già visto talenti come Bartesaghi e Jimenez, e l’auspicio è che questi ragazzi possano avere sempre più spazio.”
La sinergia con la prima squadra resta una delle linee guida.
“Certamente. Allenare il Milan, anche se a livello di D, è gratificante. Abbiamo una struttura professionale e ci alleniamo negli stessi orari della prima squadra. È fondamentale anche considerare l’aspetto mentale dei ragazzi: dobbiamo farli diventare uomini.”
Qual è stata la criticità maggiore che ha trovato quando è arrivato la scorsa stagione?
“Non voglio giudicare il lavoro di chi mi ha preceduto, ma ho trovato difficile distaccarmi dal progetto iniziale. Al mio arrivo, la priorità era salvare la categoria, non lanciare i giovani.”
Tassotti, suo collaboratore, è un valore aggiunto.
“Lo conosco da una vita e ha un’esperienza infinita. È un valore aggiunto per i ragazzi, non solo come allenatore ma anche come persona.”
Milan Futuro si iscriverà di nuovo alla Serie C la prossima estate, indipendentemente dal piazzamento in D.
“I ragazzi devono capire che la vittoria di squadra è il risultato della crescita individuale. Per noi, l’allenamento è quasi più importante della partita della domenica.”