La vita quotidiana di Ademola Lookman tra allenamenti e sogni

La vita quotidiana di Ademola Lookman tra allenamenti e sogni

Ademola Lookman si sveglia a metà mattina con calma. Si toglie il pigiama provocatorio, indossando una maglia del Brescia di Aimo Diana, e sotto la doccia fischietta "Pazza Inter amala!". È di buon umore.

Chiama l’ex medico di Koopmeiners per assicurarsi che il certificato medico che lo esenta dall’allenamento sia stato recapitato all’Atalanta. "Fatto", risponde il dottore, "ma oggi potrebbe arrivarti una visita fiscale".

Lookman sale sulla sua auto sportiva e parte alla volta di Milano per visionare alcune case. Davanti a Zingonia, rivive idealmente la famosa scena di Alberto Sordi, mentre un ragazzo scrive "Ademola resta!" sui muri del Bortolotti. Lookman frena e corregge con una bomboletta: "Ademola fa rima con Mazzola".

Entrato in autostrada, riceve una chiamata: "C’è un dottore che ti cerca". È la visita fiscale! Esce a Dalmine, torna a casa, entra da una porta di servizio e si rimette a letto. "Dica 33", pensa Ademola, "il numero di D’Ambrosio all’Inter. Ora è libero".

Riparte e alza il volume con "Urlando contro il cielo" di Ligabue. Visita un appartamento nel Bosco Verticale e commenta: "Troppe piante". Controlla sull’app della banca e conferma che il mensile di 150 mila euro è arrivato. "C’è. Per ora i Percassi mi pagano ancora".

Per pranzo opta per un classico milanese: risotto giallo e cotoletta. Si allena al Parco Sempione indossando la mitica maglia nerazzurra di Ciriaco Sforza. Poi telefona a Gasperini: "Mister, devo sparire da Bergamo. Posso restare un po’ a Roma?". La risposta di Gasp è rapida: "Basta che non calci i rigori".

Infine, si addormenta leggendo la vita di Peppino Prisco, sotto il poster della Brignone, l’anti-Goggia. Naturalmente, sogna San Siro.

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