Calhanoglu e la sfida per il posto da titolare nell'Inter

Calhanoglu e la sfida per il posto da titolare nell'Inter

Il giardino di Appiano è diventato un'arena competitiva: per guadagnarsi un posto in squadra, è necessario lottare, altrimenti si rischia di rimanere indietro. Solo dieci giorni fa, il tecnico Chivu aveva sottolineato che il posto si conquista in allenamento e non in base all'ultima partita. Le parole di Chivu dovrebbero fungere da guida per Hakan Calhanoglu, mentre si prepara per la sfida di sabato contro la Juventus. Se dovesse decidere di schierarsi a centrocampo basandosi sulla prestazione contro l’Udinese, Chivu non esiterebbe a escludere il turco dalla formazione titolare. Inoltre, il recente crollo della Turchia contro la Spagna potrebbe complicare ulteriormente la situazione per Calhanoglu.

Tuttavia, quattro giorni di lavoro alla Pinetina potrebbero essere sufficienti per Calhanoglu per ritrovare la forma e riconfermarsi come leader dell'Inter. Se la missione avrà successo, il suo lavoro sarà solo all'inizio: il rilancio definitivo di Calhanoglu e dell'intera squadra dovrà passare attraverso il super classico.

È indiscutibile che Hakan rivesta un ruolo centrale nel centrocampo pensato dal tecnico. La questione ora è capire in quali condizioni il turco si presenterà ad Appiano al rientro dagli allenamenti dopo tre giorni di riposo. Insieme a Calhanoglu, arriverà anche Zielinski, fresco di un assist a Lewandowski nella vittoria per 3-1 della Polonia sulla Finlandia. I due andranno a rinforzare il centrocampo insieme a Mkhitaryan e Diouf, che sono rimasti ad Appiano durante la pausa e sono pronti a dare il massimo dopo aver segnato entrambi nel test contro il Padova. Da domani, il reparto sarà al completo con il ritorno di Barella, Frattesi e Sucic.

Calhanoglu dovrà quindi darsi da fare, poiché la concorrenza è più agguerrita che mai. Non si tratta solo di ruolo — in rosa non ci sono altri registi puri — ma anche di condizione fisica e mentale. Hakan ha appena superato l'estate più difficile della sua carriera con l'Inter, e i problemi muscolari lo hanno reso meno brillante dal punto di vista atletico. Prima dell’Udinese, l'ultima partita giocata risaliva alla finale di Champions del 31 maggio, un problema che è emerso anche nella sconfitta della nazionale per 0-6. Calhanoglu, schierato come mediano in una linea a due, ha faticato contro la velocità dei giovani spagnoli, dimostrando di essere un giocatore più adatto a un modulo 3-5-2. Come regista, nei suoi giorni migliori, ha dimostrato di saper osservare anche dietro di sé, qualità che saranno necessarie ora più che mai. Se Chivu decidesse di cambiare modulo, potrebbe preferire la fisicità e il dinamismo di Diouf. Se cercasse equilibrio, potrebbe riproporre il trio visto contro il Torino: Sucic, Barella e Mkhitaryan. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, e Chivu rifletterà attentamente su queste scelte. La verità si trova nel mezzo, dove Calhanoglu ha intenzione di restare.

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