Juan Cuadrado: Riflessioni e Ricordi alla Vigilia del Derby d'Italia
Gli occhi di Juan Cuadrado sono come due bussole che indicano la sua provenienza e la direzione della sua vita. Questi occhi riflettono un mondo caratterizzato da assoli e sorrisi, ma nascondono anche ricordi dolorosi, come la perdita del padre avvenuta quando aveva solo quattro anni. Juan ha imparato a superare le sfide, dribblando non solo palloni ma anche difficoltà, sempre con un sorriso. "Quando entro in campo, gioco come se fossi ancora il bambino che dribblava qualsiasi cosa. 'Gioca, segna, divertiti'. Questo è ciò che sono. E a 37 anni, voglio essere un esempio", afferma Cuadrado.
Sabato, l’ex giocatore della Juventus osserverà la sua vecchia vita sfilare all’Allianz Stadium durante il derby d'Italia tra Juventus e Inter, un confronto che segna otto anni di carriera sotto la Mole e una stagione a Milano, quella della conquista della seconda stella.
Juan, dopo tutte le partite giocate, come vede questa sfida?
"La Juve è sempre la Juve, si è rinforzata con giocatori forti, ma l’Inter resta la squadra più forte, anche se l’anno scorso non ha vinto nulla".
Ha un pronostico per il match?
"Che vinca la migliore!".
È sempre stato un avversario temuto per l’Inter.
"Ho segnato sei gol contro di loro. Non c’è altra squadra alla quale ho fatto più male. Ricordo il gol di controbalzo realizzato all’Allianz nel 2017, un momento speciale".
È stato etichettato come 'cascatore'. La cosa le dà fastidio?
"Sì, un po’. A volte ho accentuato alcune cadute, ma se cado è perché sono stato toccato. Il mio gioco è così".
Il suo percorso in Italia l’ha portata a Pisa, la settima tappa dopo Udine, Lecce, Firenze, Torino, Milano e Bergamo.
"Ho accettato in due giorni. C’era l’opzione di andare in Spagna, ma ho scelto di rimanere qui per la mia famiglia. Mia madre non ha mai lasciato Torino".
Ha mostrato il suo miglior Cuadrado a Pisa?
"Sì, ma anche alla Fiorentina. Quegli anni erano davvero speciali".
Cosa ha rappresentato la Juventus per lei?
"Sono diventato un tifoso bianconero. Mia madre vive ancora lì, e i miei figli sono nati a Torino. Ho vissuto otto stagioni magiche, vincendo cinque scudetti e diverse coppe. Rispetto al Cuadrado di Firenze, ora sono più completo e maturo. L’unico rimpianto è la finale di Champions persa a Cardiff".
Perché la trattativa con il Chelsea è stata così complicata?
"Conte non aveva un buon rapporto con la Juve, quindi ci furono delle difficoltà. Mi cercarono altre squadre, ma quando seppi della Juve, dissi al mio agente che avrei voluto vestire solo bianconero".
Che ricordi ha di Conte?
"Allenamenti duri. In tre parole: duri, duri, duri. Come Gasperini a Bergamo. In campo, corri più degli altri".
Qual è il suo ricordo più bello alla Juve?
"Gli scudetti vinti".
E il più brutto, oltre a Cardiff?
"Le modalità d’addio. L’infortunio di De Sciglio aveva aumentato le mie possibilità di restare, ma la dirigenza è cambiata e io sono rimasto in attesa. Ho appreso sui social che la mia avventura con la Juve era finita. Avrei preferito una comunicazione diretta. È stato molto triste".
All’Inter ha avuto poco spazio: solo 12 presenze.
"Sì, l’infortunio al tendine d’Achille ha condizionato la mia stagione, ma ho fatto parte di un gruppo di campioni e ho vinto lo scudetto della seconda stella. Ho scelto l’Inter perché la mia famiglia voleva rimanere in Italia".
Torniamo a Pisa. Cosa l’ha convinta a scegliere questo progetto?
"La chiarezza del progetto. Ho accettato in due giorni. Punto alla salvezza e al Mondiale con la Colombia. Sto lavorando duramente per arrivare al 100% e Gilardino mi sta aiutando".
Che tipo di leader si sente?
"Un leader positivo. Non amo alzare la voce, preferisco comunicare. Ho ricevuto molte strigliate, soprattutto in Colombia, e so quanto la pressione possa influenzare i più giovani".
È il terzo più 'anziano' della rosa, con Nicolas e Albiol. Sta pensando al futuro?
"Ho una fondazione in Colombia che promuove attività come calcio, musica e teatro. Quando ricevi tanto, poi puoi anche dare. Vorrei continuare questa attività".
Insomma, quest'anno al fantacalcio si consiglierebbe?
"Siete tutti fissati..." e sorride come sempre.