Lazio: Sarri esplora nuove opzioni tattiche
La Lazio di Maurizio Sarri sta valutando nuove opzioni tattiche, nonostante l'efficacia del collaudato 4-3-3, che ha portato a una convincente vittoria contro il Verona. Il tecnico, conosciuto come il "Comandante", non intende abbandonare l'idea di una squadra versatile, capace di adottare diversi schemi sia all'interno di una partita che dall'inizio della stagione.
All'esordio in campionato, a Como, Sarri ha già sperimentato il 4-2-3-1 nel finale di gara. Tuttavia, la vera alternativa al 4-3-3 su cui sta lavorando è il 4-3-1-2, un modulo che aveva già utilizzato con successo all'Empoli e che ha caratterizzato la sua carriera prima di adottare il 4-3-3 durante la sua esperienza al Napoli.
Da allora, Sarri ha mantenuto il 4-3-3 come sistema principale, impiegandolo con Napoli, Chelsea, Juventus e durante il suo primo ciclo alla Lazio. Tuttavia, la sua carriera è stata segnata da adattamenti strategici ogni volta che lo ha ritenuto necessario. La Lazio 2025-26 potrebbe diventare la prima squadra in cui implementare una rotazione di moduli durante la stessa stagione, con l'idea di affiancare il 4-3-3 al 4-3-1-2 che il tecnico sta sviluppando fin dall'inizio del precampionato.
Il 4-3-3 offre una distribuzione più logica e funzionale del campo, ma presenta anche il rischio di una minore incisività offensiva. Con il 4-3-1-2, invece, la Lazio potrebbe risultare più potente in attacco, consentendo a Sarri di schierare contemporaneamente Castellanos e Dia, supportati da un trequartista come Zaccagni o Pedro, con la possibilità futura di aggiungere Insigne, se l'idea dovesse concretizzarsi.
Questa formula potrebbe aiutare a superare la principale difficoltà della Lazio: la scarsa capacità di segnare, nonostante la partita contro il Verona abbia dimostrato il contrario. Il 4-3-1-2 potrebbe incrementare la forza offensiva, ma comporta anche dei rischi. Per funzionare efficacemente, la Lazio dovrà essere non solo robusta, ma anche strategica, evitando che il trio offensivo possa esporre la squadra ai contropiedi avversari. È essenziale che i tre attaccanti siano disposti a sacrificarsi in fase difensiva.
Sebbene il progetto sia allettante, la sua attuazione non sarà semplice. Pertanto, per le prossime settimane, il 4-3-3 rimarrà il modulo di riferimento. Tuttavia, è probabile che, soprattutto contro squadre di livello inferiore, il 4-3-1-2 possa essere utilizzato anche solo per brevi tratti di partita, con Zaccagni nel ruolo di trequartista e Vecino a garantire equilibrio a centrocampo.