Mario Balotelli: 35 Anni di Vita e Riflessioni
Mario Balotelli non ha organizzato alcuna festa speciale per il suo 35° compleanno, che si celebra domani. L'unico regalo che desidera è la salute, per sé stesso e per i suoi cari.
Dov'è finito Super Mario? L'ex enfant terrible del calcio, noto per la sua personalità vivace, riflette sulla sua vita attuale. "Una volta tutto era bianco o nero per me. Ora sto imparando a riconoscere le sfumature di grigio. Non è facile, ma mi sto abituando".
Si sente più consapevole anche come padre? "Non mi è mai stato permesso di essere presente fino in fondo e col tempo ho realizzato quanto sia meravigliosa questa responsabilità".
Da quanto tempo non vede i suoi figli? "Con Pia va meglio perché Raffaella è più disponibile, ma con Lion è più difficile. Finché certe leggi non cambiano...".
Pia e Lion praticano sport? "Lei è portata per il karate, mentre lui ha talento nel calcio".
Come papà? "A otto anni è presto, ma anche mio padre Franco mi portava al parco a giocare e mi diceva: 'Non c'è bisogno di insegnarti nulla, parla col pallone'".
Dove la vedremo in campo? "Vorrei rispondere, ma non riesco a farlo" (ride).
Ha un sogno? "Giocare nel Real Madrid...".
In realtà? "Cerco un club che mi dia fiducia. Voglio giocare ancora per due o tre anni. Poi, andrò da mio fratello Enock".
Dove gioca? "Attualmente è nel Vado, tra i dilettanti. Vedremo. Gli ho promesso che chiuderò la carriera giocando insieme a lui".
Intanto si allena. Come sta? "Sto bene. Mi sento pronto".
Si esercita anche con la muay thai? "In Inghilterra ho conosciuto un amico che pratica boxe thailandese e a giugno sono stato in vacanza lì per quasi un mese. Mi sono allenato con il campione del mondo Rodtang. È uno sport duro, ma mi diverto e mi fa bene".
Come vede la nuova Serie A? "Non seguo la TV, non mi tengo aggiornato".
Polemico? "Amo il calcio giocato. Ma ci sono troppi cambiamenti. Vedo molti atleti alti 1,90 metri, ma nessuno dribbla più. E ora, se un giovane fa un tunnel, finisce in punizione".
A lei non succedeva? "Il giusto. Anche se ho un sogno legato al mio periodo a Barcellona, poi Moratti offrì di più al Lumezzane e passai all'Inter".
Cosa ricorda di quell'esperienza? "Bellissima. Ero con i fratelli Dos Santos, Thiago Alcantara e Bojan. Si giocava liberamente, ci insegnavano solo la tecnica: stop e passaggio al volo, niente tattica. Era una gioia scendere in campo, quella squadra non era legale, vincevamo 15-0".
Eppure all'Inter e al Milan ha avuto soddisfazioni. "Certo. Ho dato e ricevuto tanto in entrambi i club milanesi".
Ma è interista o milanista? "Da ragazzo tifavo per i nerazzurri, il mio idolo era Ronaldo il Fenomeno, ma non ho mai nascosto la mia simpatia per il Milan. Essere tifoso è un'altra cosa".
Al Milan è tornato Allegri e si parla di Galliani. "Sono felice per Max e credo sia positivo rivedere Galliani. Sono due figure importanti".
Il suo Brescia è retrocesso in C. "In Serie A ero il capitano e quando mi tolsero la fascia, fui chiaro: 'Vi renderete conto di chi è il vostro presidente'. Fortunatamente ora Pasini sta raccogliendo energie attorno a sé dopo aver toccato il fondo".
Cosa le manca nella sua carriera? "In generale avrei potuto impegnarmi di più. Rimpiango di non aver giocato di più con la Nazionale".
Eppure ha segnato 14 gol, come Rivera. "Lasciamo stare. Se avessi avuto più opportunità, avrei potuto avvicinarmi a Riva. Qualcuno non mi voleva in azzurro... Ma è acqua passata".
Ci manca il Mondiale. Cosa pensa di Gattuso? "Rino merita il mio in bocca al lupo. Darà il massimo".
Intanto in Italia mancano attaccanti di qualità. "È un problema serio. Ai giovani non viene data continuità, li mandano nelle serie inferiori e dopo pochi mesi cambiano già squadra. Si perdono".
Pio Esposito, Francesco Camarda e Lorenzo Venturino. Chi avrà successo? "Al Genoa mi sono allenato con Venturino, ha buoni colpi e merita fiducia. Ho visto Camarda in alcuni spezzoni con il Milan e sono curioso di vederlo nel Lecce. Ma a me piace soprattutto Pio".
In cosa? "Conosco suo fratello Seba e l'ho visto più volte dal vivo a Brescia. Ha tutto per sfondare. Spero che si faccia spazio nell'Inter, potrebbe essere una sorpresa. Ma per restare ai massimi livelli bisogna rompere il ghiaccio".
Cosa pensa del caso Lookman? "Nel mercato ci sono molte storie strane. Se non si conoscono bene, si rischia di dire inesattezze. In questa vicenda ci sono troppi commenti".
Ma si sarà fatto un'idea. "Premetto che mi sono pentito per quel gesto a San Siro, quando mi tolsi la maglia dell'Inter. Oggi dico che al posto di Lookman, con la testa di oggi, non avrei cancellato dai social le foto con la maglia dell'Atalanta".
Perché? "È vero che non ci sono più bandiere e che i giocatori se ne vanno. Ma i tifosi meritano riconoscenza e rispetto. Non vale solo per gli atalantini".
Ha seguito l'impresa di Kelly Doualla, campionessa europea Under 20 a soli 15 anni? "Sono felice per lei e per questa nuova generazione di talenti. Leggo che i suoi idoli sono le pallavoliste Egonu e Silla ed è bello vedere nuovi volti nello sport. Io, da parte mia, rivendico la scelta dell'Italia per cuore e senso di appartenenza. Critico invece chi, con doppio passaporto, opta per la nazionale più forte, per calcolo".