Andrea Ardito: Un Viaggio tra Promozioni e Ricordi nel Calcio
Andrea Ardito: Un Viaggio tra Promozioni e Ricordi nel Calcio
Con sette promozioni, quattro delle quali dalla Serie B alla A, e una ricca collezione di bei ricordi, Andrea Ardito sorride ripensando al suo passato da calciatore. L'attuale direttore tecnico dell'Alta Brianza lavora quotidianamente con i ragazzi del settore giovanile, dedicandosi al loro miglioramento. Sebbene la sua carriera da allenatore non sia andata come sperava, ha trovato la sua dimensione nell'insegnamento dei fondamentali. "Anche se mi mancano il gruppo e l'empatia che si crea lavorando insieme, mi piace dare consigli ai ragazzi su come eseguire un gesto tecnico e vedere che riescono a farlo nel modo giusto. Questo mi permette di tornare a casa soddisfatto," ha dichiarato.
Il Segreto delle Sue Promozioni
"Il segreto per vincere così tanti campionati è capitare nel posto giusto al momento giusto. Detto ciò, ho sempre fatto le promozioni da protagonista, mettendo il bene della squadra davanti al mio. In carriera ho segnato solo quattro gol: probabilmente non sarei arrivato a cento neppure se fossi stato più egoista, ma il mio pensiero principale è sempre stato alla fase difensiva. Sapevo di essere in campo per non far ripartire gli avversari, per recuperare palloni e coprire i compagni. Queste erano cose fondamentali per vincere e non mi sono mai tirato indietro. Ho anche avuto la fortuna di trovarmi in squadre "giuste", con compagni eccezionali," ha spiegato Ardito.
Le Promozioni Indimenticabili
"La mia prima promozione, ottenuta con il Como nello spareggio contro il Livorno il 17 giugno 2001, ha un valore speciale in quanto coincide con il giorno del patrono di Pisa, la mia città natale. La seconda è stata con il Torino, nel doppio spareggio contro il Mantova nel 2006. Quella stagione era iniziata malissimo, dopo il fallimento del Toro e la retrocessione in Serie B: io ero arrivato con i 'lodisti' e fui confermato quando Cairo prese la società," ha ricordato.
Ricordi di un'Annata Difficile
"Ero reduce da un infortunio al crociato e poi a un metatarso in uno scontro con De Rossi. Ho scelto il Torino per ripartire, grazie al ds Michele Padovano e ai 'lodisti' Marengo e Giovannone. Quando Cairo acquistò il 100% del club, non era scontato che fossi confermato," ha aggiunto, sorridendo. "Ricordo che c'erano pochissimi palloni: due della Nike, quattro della Mitre e tre di un'altra marca. Tutto era stato fatto un po' velocemente. La gente voleva che Cairo diventasse proprietario e a volte non ci facevano allenare per protesta. C'era un po' di tensione, ma un giorno ci arrivò il video di Cairo in Comune che firmava l'acquisto e da allora la situazione cambiò."
Il Ruolo di Cairo e il Supporto dei Tifosi
"Cairo, al suo primo giorno, ci fece un discorso sul valore di indossare la maglia del Torino e su cosa significasse 'cuore Toro'. Voleva provare a vincere il campionato, nonostante nessuna squadra che aveva usufruito del lodo Petrucci ci fosse mai riuscita al primo tentativo. Il giorno prima di tornare in A, i tifosi ci dissero: 'Voi pensate solo a dare tutto, poi vi spingiamo noi'," ha raccontato Ardito.
"L'entusiasmo era contagioso e ogni giorno arrivavano 3-4 nuovi giocatori. Muzzi si unì a noi per la prima di campionato contro l'Albinoleffe: ci conosceva appena, eppure lottavamo tutti insieme. Merito anche di Gianni De Biasi, l'allenatore giusto che ci ha guidato. Alla fine del girone d'andata eravamo primi, ma tra gennaio e febbraio siamo stati quasi due mesi senza vincere. Tuttavia, eravamo un gruppo di uomini veri e nessuno ha mai smesso di credere nell'obiettivo," ha aggiunto.
Un Tifo Incredibile
"I tifosi erano sempre presenti e ci facevano capire quanto fosse importante vincere quel campionato di Serie B. Il giorno dell'esordio contro l'Albinoleffe è stato incredibile: Cairo fece il giro di campo prima della partita e 30.000 persone ci hanno trascinato alla vittoria," ha concluso Ardito.
Le Squadre che Ricordano
"Quattro delle squadre con cui ho conquistato la promozione sono ora in Serie A: Torino, Como, Bologna e Lecce. Manca solo il Siena. Il Como è attualmente la società in maggiore espansione al mondo, mentre il Bologna si è posizionato bene nella parte sinistra della classifica grazie a Saputo e al lavoro di Sartori. Il Lecce ha stabilito il suo record di salvezze consecutive e può rimanere in A. Il Toro ha un nuovo allenatore e un modo di giocare diverso: contro l'Inter ha sofferto, ma ho visto che contro la Fiorentina i giocatori hanno messo in campo lo spirito giusto," ha concluso Ardito.