Lucas Da Cunha: Il Futuro del Como tra Passato e Innovazione

Lucas Da Cunha: Il Futuro del Como tra Passato e Innovazione

Lucas Da Cunha, simbolo del nuovo Como, sta vivendo un momento di grande crescita, con un piede nel passato e uno nel futuro. Arrivato nel gennaio 2023, è uno dei pochi superstiti della promozione di due anni fa, in un contesto che ha visto l'addio di figure chiave come Cutrone e Gabrielloni. Lo scorso anno, in seguito a una serie di infortuni, ha avuto il coraggio di cambiare il suo ruolo, passando da ala a centrocampista. "Ci stiamo evolvendo molto in fretta – ha dichiarato il centrocampista francese – ma cerchiamo di mantenere l’anima che abbiamo costruito nel tempo all’interno del gruppo."

Quest’anno, con la fascia di capitano al braccio, quali sono le sue sensazioni?

"Non era la prima volta, ma è sempre emozionante giocare in casa, con lo stadio pieno e la gente che canta ed esulta. È un'esperienza unica."

Dopo un grande inizio contro la Lazio, c'è stata una frenata a Bologna.

"Il Bologna è una grande squadra e sapevamo che non sarebbe stato facile. A mio avviso, non meritavamo di perdere, ma ci sta. Sono stati bravi a sfruttare le occasioni."

Fabregas ha detto che si rivede in lei e che, se potesse, giocherebbe con undici Da Cunha.

"Forse il mister ha esagerato un po’ (ride). Naturalmente mi fa piacere, apprezzo molto il suo modo di allenare e come ci fa giocare. La competizione è alta ed è giusto così; per migliorare e crescere bisogna uscire dalla propria zona di comfort."

Si sente più a suo agio in un centrocampo a due o a tre?

"Non cambia molto; sono ruoli diversi che richiedono cose diverse in campo. Tuttavia, alla fine, si tratta sempre di giocare a calcio e, indipendentemente dal modulo, manteniamo sempre la stessa impronta di gioco, basata su aggressività e attacco."

Deve molto a Cesc, che l'ha trasformata in centrocampista per sfruttare il suo tiro da fuori. Ha già segnato in Coppa Italia; si è posto un obiettivo minimo di gol in campionato?

"No, non ho numeri in mente, ma voglio aiutare la squadra con gol e assist."

Non ha ancora ricevuto la prima chiamata dalla Francia; non pensa di essere pronto ora?

"Stiamo parlando di una delle nazionali più forti del mondo. Alla fine, sarà il campo a decidere se meriterei o meno la convocazione. Devo concentrarmi sul lavoro."

È presto per dirlo, ma sembra che quest'anno riusciate a mantenere alta l'intensità più a lungo durante le partite.

"Abbiamo nuovi giocatori che ci stanno aiutando e, allo stesso tempo, siamo cresciuti in un anno di lavoro in Serie A. Sappiamo che il campionato è molto competitivo e ogni partita richiede il cento per cento."

La difesa appare più solida e attenta. Ramon è un giocatore forte...

"Come ho detto prima, siamo in un percorso di crescita e siamo solo all'inizio. Abbiamo tutta una stagione davanti. Jacobo è un ragazzo serio e molto forte, siamo felici di averlo con noi."

Rodriguez può seguire le orme di Paz?

"Sono giocatori un po’ diversi e ognuno ha il proprio percorso di crescita. Jesus ha mostrato ottime qualità; vedremo cosa gli riserverà il futuro, ma fare paragoni non è mai giusto."

Nico può aspirare al Pallone d’Oro in futuro?

"Domanda difficile. Posso solo dire che giocare con lui è un vero piacere. È un giocatore spettacolare e un ragazzo fantastico, che non si monta la testa e lavora molto per la squadra."

Dopo la vittoria contro la Lazio, ha detto che quest’anno dovete alzare ulteriormente l’asticella, il che vi porterebbe inevitabilmente in Europa.

"L’errore più grande che possiamo fare in questo momento è pensare alla classifica dopo solo due partite. Ne mancano 36, sono tantissime. Se iniziamo a fermarci per riflettere, rischiamo solo di perdere la bussola. Dobbiamo tenere la testa bassa e lavorare, non siamo neanche all’inizio."

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