Matteo Materazzi Condivide la Sua Battaglia Contro la SLA

Matteo Materazzi Condivide la Sua Battaglia Contro la SLA

Matteo Materazzi ha condiviso la sua difficile esperienza con la malattia in un'intervista rilasciata a La Repubblica. Il fratello di Marco Materazzi, campione del mondo con l'Italia nel 2006, ha quasi completamente perso l'uso degli arti a causa della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). "È una malattia infame perché ogni giorno toglie qualcosa. Ho bisogno di aiuto per andare in bagno, fare la doccia e salire in macchina. Per mangiare devo essere imboccato; riesco ancora a muovere le mani, ma non posso sollevare il braccio", ha dichiarato Matteo.

Attualmente si trova in Sardegna, a Porto Taverna, insieme alla sua famiglia. Ha iniziato a sospettare che qualcosa non andasse più di un anno fa, ricordando una partita di calciotto con gli amici nel marzo 2024, durante la quale non riusciva a correre bene. "Ho fatto diversi esami, tra cui una risonanza magnetica che inizialmente aveva escluso la sclerosi e la SLA", ha spiegato. Due mesi dopo, durante un torneo organizzato dalla Fondazione Vialli e Mauro, è stato notato da Claudio Marchisio e Massimo Mauro, che lo hanno aiutato a mettersi in contatto con il professor Sabatelli del Centro NeMo a Roma. "Mi ha visitato il 4 settembre e, appena mi ha visto, mi ha detto che avevo la SLA", ha aggiunto Matteo.

Nei giorni scorsi, la moglie Maura ha avviato una raccolta fondi per sostenere le spese mediche. Diversi personaggi del mondo del calcio hanno contribuito. "La Columbia University ci ha chiesto 1,5 milioni di euro per finanziare la produzione di un ASO, un frammento genetico artificiale per inibire la malattia. Un laboratorio di San Diego ha richiesto un milione per cercare un farmaco che potrebbe poi essere sintetizzato e portato in Italia. Stiamo provando, non so se il tempo che ho mi basterà. Finora abbiamo raccolto duecentomila euro. Ringrazio Antonio Conte e la moglie Elisabetta, Simone Inzaghi e sua moglie Gaia, ma anche chi ha donato anche solo cinque euro. Ho ricevuto un messaggio di incoraggiamento da Zlatan Ibrahimovic, che mi ha inviato un'emoticon e mi ha dato forza", ha raccontato.

Matteo ha anche parlato del suo rapporto con la moglie: "È il mio faro, mi dà la forza per andare avanti; altrimenti avrei già mollato. Prima della diagnosi, avevo lasciato casa. Con la malattia ci siamo riavvicinati. Sarei perso senza di lei. La cosa che mi spaventa di più è non vedere crescere i miei figli. Con la malattia che ho, mi è vietato avere speranza. Provo a vivere al massimo, finché posso. E di notte sogno di correre".

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